BASILICA DI SAN GIORGIO - ISOLA DI SAN GIORGIO MAGGIORE, VENEZIA
domenica 19 novembre - ore 11,00

Messa solenne in memoria di Vittorio Cini

Celebrata da Dom Norberto Villa, Abate di Praglia e San Giorgio con interventi musicali di canto gregoriano e organo


60° anniversario del ritorno dei padri Benedettini a San Giorgio (martedì 23 aprile 1957, giorno di San Giorgio), anche per volontà di Vittorio Cini, 150 anni dopo la soppressione napoleonica


ATENEO VENETO, VENEZIA
sabato 18 novembre - ore 11,00

XXXIV Premio Pietro Torta

per il restauro architettonico di Venezia


Il Premio Torta fu istituito nel 1974 dall’Ateneo Veneto in memoria dell’ingegner Pietro Torta. Il primo a esserne insignito fu Sir Ashley Clarke, ambasciatore britannico a Roma dal 1953 al 1962 e Vice Presidente del Venice in Peril Fund che ha operato per la salvaguardia di Venezia sin dal 1967.
A partire dal 1999 il Premio ha assunto cadenza biennale e viene assegnato, grazie alla partecipazione e al contributo dell’Ordine e del Collegio degli Ingegneri di Venezia, a personalità, italiane o straniere, che si siano particolarmente distinte nel promuovere, progettare, dirigere o realizzare opere di restauro nella città di Venezia.
La Commissione del Premio Torta 2017 è composta da: Maria Camilla Bianchini d’Alberigo (presidente), Ivan Antonio Ceola, Mario Dalla Costa, Celio Fullin, Maura Manzelle (segretario), Alberto Ongaro, Maurizio Pozzato, Gustavo Rui. Coordinamento: Silva Menetto
Quest’anno il Premio è stato assegnato alla Fondazione Giorgio Cini per l’intervento di recupero di uno squero ottocentesco nell’isola di San Giorgio Maggiore a Venezia, realizzando un auditorium per 200 persone.

Questa assegnazione si ricongiunge idealmente al 1975 quando il Premio Torta era stato assegnato a Vittorio Cini “per aver restituito all’antica dignità il complesso monumentale di S. Giorgio Maggiore attraverso la più ampia opera di restauro compiuta a Venezia nel nostro tempo e per la destinazione di questi edifici, oggi sede di una Fondazione culturale di grande prestigio internazionale”. Nel contesto dei restauri del 1952, lo Squero e in particolare la copertura, sorretta da capriate in legno, fu oggetto di una radicale trasformazione e, recuperato alla sua funzione originaria, destinato a far parte del Centro Marinaro per l’istruzione e la formazione professionale della gioventù. La qualità di quegli esemplari restauri è stata un ottimo “fondamento” per quelli di quest’ultimo decennio, anche nei fabbricati adiacenti.

Ricorre quest’anno il 40° anniversario dalla scomparsa di Cini (18 settembre 1977) e l’Archivio Vittorio Cini - di cui è conservatore il nipote Giovanni Alliata di Montereale - partecipa di questo riconoscimento che ne perpetua indirettamente la memoria. Dopo l’inaugurazione di una lapide nella Sala dell’Ateneo Veneto restaurata e a lui dedicata, ha organizzato una fitta serie di incontri ed eventi in sua memoria ripercorrendo la sua figura di imprenditore, mecenate e collezionista nei luoghi della sua vita. Vittorio Sgarbi, ferrarese come lui, l’ha incontrato al Castello di Monselice. Philippe Daverio, al Teatro Goldoni di Venezia, l’ha paragonato ad Agnelli e Pirelli per il tentativo serio di creare una vera borghesia italiana distinguendosi da loro per il mecenatismo culturale e le iniziative sociali. Alessio Benedettelli (Festival Galuppi), Francesco Fanna e la Scuola di San Rocco, Letizia Michielon (A.gi.mus.) e Claudio Ambrosini (Ex Novo Ensemble) gli hanno dedicato Concerti, l’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Giorgio Cini una ricca giornata di studi.


GALLERIA DI PALAZZO CINI, VENEZIA
mercoledì 15 novembre - ore 17,30

Conversazioni d'arte

L’Officina ferrarese di Vittorio Cini.

Mauro Natale Università di Ginevra


Il ciclo autunnale delle Conversazioni d’arte sarà dedicato all’approfondimento di alcuni aspetti del collezionismo di Vittorio Cini a partire dalle preziose opere esposte nella cornice della Galleria di Palazzo Cini, oltre a presentare in apertura l’importante novità espositiva costituita dai Beati francescani di Colantonio un tempo presso la raccolta del Conte, capolavoro del Rinascimento napoletano. L’iniziativa si colloca nell’alveo delle celebrazioni della figura di Vittorio Cini legate al quarantennale della sua morte, che si concluderanno il prossimo 14 novembre con un’importante giornata di studio dedicata al grande collezionista che si terrà presso la Fondazione Giorgio Cini.



AULA MAGNA dell'ATENEO VENETO, VENEZIA
martedì 14 novembre - ore 20,00

Concerto

SOSTENENDO IL CANTO - Concerto dedicato a Vittorio Cini

    EX NOVO ENSEMBLE
  • Davide Teodoro clarinetto
  • Carlo Lazari violino
  • Annamaria Pellegrino violino
  • Mario Paladin viola
  • Carlo Teodoro violoncello
    PROGRAMMA
  • GIROLAMO SALIERI (1794-?)
    Adagio con variazioni sopra un tema dell’opera Edoardo e Cristina di Gioacchino Rossini per clarinetto e quartetto d’archi
  • GOFFREDO PETRASSI (1904-2003)
    Duetto (1985) per violino e viola (*)
  • GIAN FRANCESCO MALIPIERO (1882-1973)
    Parafrasi da Abracadabra (1962) per violino (*)
  • ALDO CLEMENTI (1925-2011)
    Sphinxs «canoni su A.S.C.H.» (1978)
    per violino, viola e violoncello e campane tubolari
  • LUCIANO BERIO (1925-2003)
    Lied (1983) per clarinetto
  • CLAUDIO AMBROSINI (1948)
    Ma misi me per l’alto mare aperto (2015) per quartetto d’archi
  • FAUSTO ROMITELLI (1963-2004)
    Ganimede (1986) per viola
  • GIOVANNI ALBINI (1982)
    Quintetto op. 53 (2017) per clarinetto e quartetto d’archi
    Commissione Ex Novo Musica, prima esecuzione assoluta


FONDAZIONE GIORGIO CINI, VENEZIA
martedì 14 novembre - ore 9,30 / 18.30

Giornata di studio

"Lo specchio del gusto” Vittorio Cini e il collezionismo d’arte antica nel Novecento

    9.30
    SALUTI
  • Giovanni Bazoli
    Presidente della Fondazione Giorgio Cini
  • Luca Massimo Barbero
    Direttore dell’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Giorgio Cini
    10.00
    VITTORIO CINI COLLEZIONISTA
  • Presiede Andrea De Marchi

  • Alvar González-Palacios
    Un ritratto di Vittorio Cini
  • Maurizio Reberschak
    Vittorio Cini, uomo del “secolo breve”
  • Stefano Bruzzese
    Per Vittorio Cini collezionista: il rapporto con Bernard Berenson
    11.30 – 12.00
  • Antonella Chiodo
    Due ferraresi a Venezia. Vittorio Cini, Nino Barbantini e la loro idea di collezione
  • Mauro Natale
    Vittorio Cini e Federico Zeri
    14.30
  • Presiede Mauro Natale

  • Andrea De Marchi
    Vittorio Cini collezionista di primitivi tra Bernard Berenson e Federico Zeri
    15.00
    IL COLLEZIONISMO AL TEMPO DI VITTORIO CINI
  • Andrea Bardelli
    Guido Cagnola (1861-1954) collezionista per natura, umanista per vocazione
  • Annamaria Bava
    La collezione d’arte antica di Riccardo Gualino (1879-1964) alla Galleria Sabauda
    16.00 – 16.30
  • Bozena Anna Kowalczyk
    Aldo Crespi (1885-1978) collezionista. L’intervista alla figlia Giulia Maria
  • Anna Orlando
    Angelo Costa (1901-1976) e la riscoperta del Barocco genovese negli anni di Vittorio Cini

«La collezione Cini è la più importante collezione fatta in Italia negli ultimi cinquant’anni. […]». Così esordiva il grande storico dell’arte Federico Zeri – già consulente del conte Cini – nel 1984, celebrando uno dei maggiori collezionisti italiani della prima metà del Novecento. Nello stesso anno veniva allestita, in quella che era stata la dimora veneziana di Vittorio Cini, l’esposizione permanente di un nucleo di pregio della sua raccolta, donato nel 1981 dalla figlia Yana Cini Alliata di Montereale. Il monumento al suo mecenatismo restava comunque il castello di Monselice, dove una parte delle sue collezioni, come la celebre armeria, era stata ordinata dalla geniale personalità di Nino Barbantini. A quarant’anni dalla scomparsa, la Fondazione Giorgio Cini intende celebrare il suo Fondatore proprio per l’intensa attività d’illuminato collezionista di opere d’arte antiche, tra i maggiori del secolo scorso. Le celebrazioni comprenderanno una giornata di studio, il 14 novembre, incentrata sulla figura di quello che Zeri definì ‘l’ultimo doge’ di Venezia. L’incontro prevede nella mattinata interventi che toccheranno vari aspetti della sua personalità di collezionista, concentrandosi in particolare sulle figure di storici dell’arte e antiquari che gli furono amichevoli collaboratori e consulenti, come Nino Barbantini, Federico Zeri, Bernard Berenson. Nel pomeriggio altre relazioni illustreranno invece gli elementi di contiguità e le differenze di Vittorio Cini rispetto ad altri collezionisti a lui contemporanei del calibro di Angelo Costa, Riccardo Gualino, Guido Cagnola e Aldo Crespi.



SALE APOLLINEE del TEATRO LA FENICE, VENEZIA
domenica 12 novembre - ore 20,00

Concerto

Espaces imaginaires - Omaggio a Vittorio Cini

pianista Letizia Michielon

musiche di Frédéric Chopin (1810-1849)

    PROGRAMMA
  • Tre Notturni op. 15
    1. Andante cantabile - 2. Larghetto - 3. Lento
  • Quattro Mazurche op. 17
    1. Vivo risoluto - 2. Lento ma non troppo - 3. Legato assai - 4. Lento ma non troppo
  • Valzer in la bemolle maggiore op. 42
    - Vivace
  • 12 Etudes op. 10
    - 1. Allegro - 2. Allegro - 3. Lento ma non troppo - 4. Presto - 5. Vivace - 6. Andante - 7. Vivace - 8. Allegro - 9. Allegro molto agitato - 10. Vivace assai - 11. Allegretto - 12. Allegro con fuoco (“La caduta di Varsavia”)

«Sono sempre con un piede da voi e con l’altro nella stanza accanto, dove lavora la Padrona di casa, e assolutamente non mi sento presente a me stesso ma soltanto, come di consueto, in uno strano spazio. Sono di certo espaces imaginaires, ma io non me ne vergogno; esiste da noi un proverbio che dice: “con l’immaginazione andò all’incoronazione”; e io sono perdutamente, un vero mazoviano». (F. Chopin, lettera alla famiglia, Nohant, 18-20 luglio 1845)



AULA MAGNA dell'ATENEO VENETO, VENEZIA
venerdì 10 novembre - ore 20,30

Rassegna "LYDA BORELLI DIVA CINEMATOGRAFICA"

La memoria dell'altro

regia di Alberto Degli Abbati, 1913

musica dal vivo a cura di Cinzia Gangarella

    INTRODURRANNO IL FILM
  • Maria Ida Biggi
    direttrice dell’Istituto per il Teatro e il Melodramma della Fondazione Giorgio Cini docente di Discipline dello Spettacolo presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia
  • Daniela Currò
    conservatrice della Cineteca Nazionale – Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma
  • Angela Dalle Vacche
    docente di Storia del Cinema presso il Georgia Institute of Technology di Atlanta

La pellicola è stata restaurata per l’occasione dalla Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma
con il sostegno degli eredi di Lyda Borelli

Ingresso libero fino a esaurimento posti


La memoria dell’altro

  • GENERE: Drammatico
  • ANNO: 1913
  • PAESE: Italia
  • REGIA: Alberto Degli Abbati
  • SOGGETTO: Baronessa De Rege
  • FOTOGRAFIA: Angelo Scalenge
  • PRODUZIONE: Film Artistica “GLORIA”, Torino
  • Il Cast
  • Mario Bonnard Mario Alberti
  • Lyda Borelli Lyda - aviatrice
  • Letizia Quaranta Cesarina
  • Vittorio Rossi Pianelli Principe Di Sevre
  • Felice Metellio Giornalista

La bella aviatrice Lyda respinge l’assidua corte del principe di Sèvre e s’innamora del giornalista Mario Alberti che, nonostante sia fidanzato con Cesarina, accetta l’invito di Lyda a raggiungerla a casa sua. Insospettita, Cesarina segue Mario e lo sorprende in una scena d’amore con la giovane. Approfittando di una breve assenza di Lyda, Cesarina riesce a sottrarre alla rivale Mario, convincendolo a lasciarla. Abbandonata, Lyda si concede all’amore del principe di Sèvre. Ma la donna non riesce a dimenticare Mario. Qualche tempo dopo, mentre la coppia si trova a Venezia, Lyda rincontra Mario in un teatro: colti dalla passione riaccesa, i due fuggono a Parigi per vivere il loro amore. Ma la felicità viene troppo presto guastata da una malattia che costringe Mario a letto per lunghi mesi. La miseria spinge Lyda a cercare aiuto: lo trova presso un gruppo di apaches generosi che rimangono conquistati nel vederla danzare. Il ritorno a casa però è amaro: Mario è morto. Disperata, anche Lyda si ammala e muore in una triste corsia d’ospedale dopo aver richiamato per l’ultima volta alla memoria l’immagine del suo amato Mario.



TEATRO CARLO GOLDONI, VENEZIA
mercoledì 8 novembre - ore 18,00

Philippe Daverio & Vittorio Cini (e la memoria di Lyda)
Filmati e foto d’epoca

Philippe Daverio, famoso critico e storico dell’arte (ma non solo), indagherà con prospettive originali e intriganti su due personaggi quasi coetanei che a un certo punto congiungeranno le loro vite: Vittorio Cini e Lyda Borelli. Si apriranno squarci sul clima culturale e artistico di fine XIX e inizio XX secolo, l’elettrizzante fascino della “belle epoque”, gli artisti (anche ferraresi da Boldini a De Pisis, con gli incontri, sempre a Ferrara, con De Chirico, Savinio e Carra’ nel contesto drammatico della Prima Guerra Mondiale), le avanguardie, la moda e i miti del tempo. Dopo la fine della guerra Vittorio e Lyda andranno ad abitare a Venezia nel Palazzo di San Vio, dove cresceranno i loro 4 figli. Sarà un ritratto a tutto tondo dei due personaggi esaustivo o rimarrà ancora qualcosa da scoprire tra le testimonianze e le documentazioni d’archivio?


Philippe Daverio

Nato nel 1949 a Mulhouse, in Alsazia, Philippe Daverio vive a Milano. Docente ordinario emerito alla facoltà di Architettura presso l’Università degli Studi di Palermo, è stato Direttore Artistico del Grande Museo del Duomo di Milano e membro del Comitato scientifico della Pinacoteca di Brera e Biblioteca nazionale Braidense, è l’autore e il conduttore dei programmi di arte e cultura Passepartout poi Il Capitale su Rai3, ed Emporio Daverio su Rai5. Direttore di Art e Dossier di Giunti, è autore Rizzoli, con cui ha pubblicato la trilogia Il Museo immaginato (2011), Il secolo lungo della modernità (2012) e Il secolo spezzato delle Avanguardie (2014), e inoltre i volumi Guardar lontano Veder vicino (2013), il bestseller La buona strada (2015), Il gioco della pittura (2015), Le stanze dell’armonia (2016).



CHIESA DI SAN ROCCO, VENEZIA
domenica 24 settembre - ore 11,00

Santa Messa concertata “dei Tre Papi”
in onore di San Pio X, San Giovanni XXIII, Servo di Dio Giovanni Paolo I
con un ricordo di Vittorio Cini

Programma

WOLFGANG AMADEUS MOZART

Sonata da chiesa K 263

Missa K 262
(Kyrie – Gloria – Credo – Sanctus – Benedictus – Agnus Dei)

Ave verum corpus K 618

Magnificat
dai Vesperae solemnes de confessore K 339


Direttore: Francesco Fanna

Ensemble vocale ACADEMIA ARS CANENDI

ORCHESTRA VENEZIA CLASSICA


La messa concertata

La consuetudine di accompagnare la funzione liturgica con una Messa composta da un musicista è tuttora ben radicata nei paesi di lingua e cultura tedesca, mentre in Italia è stata quasi completamente dimenticata. Con quest’appuntamento, l’ASSOCIAZIONE MUSICA E LITURGIA intende contribuire al rinnovamento di questa tradizione. La maggior parte delle Messe composte da Wolfgang Amadeus Mozart fu scritta per Salisburgo e segue uno schema ben definito, che l’autore espone così: «Una Messa – comprendente il Kyrie, il Gloria, il Credo, la Sonata per l’Epistola, l’Offertorio o il Mottetto, il Sanctus e l’Agnus Dei – che al completo non deve durare più di tre quarti d’ora. Questo si applica anche alla Messa più solenne detta dallo stesso Arcivescovo. Allo stesso tempo la Messa deve avere tutti gli strumenti: trombe, tromboni, tamburi e così via». La Missa longa, K 262, occupa una posizione eccezionale nella produzione sacra mozartiana; deve, infatti, il proprio soprannome alla caratteristica di essere l’intonazione dell’ordinarium più estesa, interamente composta da Mozart. Tale caratteristica ha indotto a escludere che questo lavoro, completato nel 1776, fosse destinato alla Cattedrale di Salisburgo, in considerazione della ben nota propensione del principe vescovo Colloredo per la concisione. Si è ipotizzato, quindi, che il lavoro sia stato composto per la Chiesa abbaziale di Sankt Peter, ma non è impossibile, comunque, che la Missa longa sia stata eseguita nella cattedrale per un’occasione particolarmente solenne, quale la domenica di Pasqua del 1776. Il celeberrimo Ave Verum Corpus, risalente al 1791, è una delle rare composizioni sacre posteriori alla fine del periodo salisburghese e, forse, uno dei punti più alti dell’intera opera mozartiana: la semplicità del breve lavoro, ideato per un organico limitatissimo, infatti, è soltanto apparente e cela modulazioni armoniche di maestria impareggiabile, che attribuiscono al brano una profondità straordinaria. Magnificat è il brano conclusivo dei Vesperae solemnes de confessore K 339, la più nota delle due raccolte mozartiane di Vespri, risalente all’anno 1779. Qui si riflettono, come nelle Missae, la brevità e la concisione imposte alle funzioni dall’arcivescovo Colloredo; il testo, infatti, è musicato senza interruzione e predomina una robusta scrittura corale.



CASTELLO DI MONSELICE
sabato 23 settembre - ore 10,00

Vittorio Sgarbi vs Vittorio Cini

L’imponente e radicale operazione di restauro e di riarredo del Castello e della Rocca di Monselice (1935-40), quasi un risarcimento per lo sfruttamento della cava che aveva eroso il colle, finanziata da Vittorio Cini e condotta sotto la guida sensibile e ispirata del “ferrarese” Nino Barbantini (1884-1952), prefigura un altro colossale restauro e la rifunzionalizzazione a scopi sociali e culturali di un gioiello unico al mondo, l’Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia, ad opera dei medesimi protagonisti.

    Interverranno

  • Ferdinando Businaro, Presidente Società La Rocca di Monselice: Un restauro e una conservazione esemplare
  • Giovanni Alliata di Montereale, nipote di Vittorio Cini e conservatore del suo Archivio: Vittorio Cini, un personaggio eccezionale
  • Roberto Valandro, storico e giornalista: 100 storie monselicensi
  • Vittorio Sgarbi, ferrarese, storico e critico d’arte: Confronto a cinquant’anni di distanza tra due "Vittori ferraresi” con terzo incomodo Nino Barbantini


ATENEO VENETO, VENEZIA
lunedì 18 settembre - ore 18,00

Cerimonia di inaugurazione della lapide nella Sala del Consiglio intitolata a Vittorio Cini

    Dalla Sala del Consiglio alla odierna sala Cini

    Costruita nel XVII secolo, la Sala del Consiglio fa parte di un corpo di fabbrica minore aggiunto nel retro dell’edifico della Scuola di San Fantin, oggi Ateneo Veneto. Ribattezzata al tempo della sua realizzazione Sagrestia nuova, poiché sostituì quella vecchia, venne ornata di splendidi dipinti tra il 1667 e il 1695. L’allestimento pittorico nella Sagrestia nuova ebbe inizio subito dopo la fine dei lavori murari. Adibito a decorare la sala, fu il famoso ciclo delle Storie Mariane, attribuito a Paolo Veronese e alla sua scuola del 1576, localizzato fino ad allora nell’abbandonata Sa- grestia vecchia. Oggi il ciclo pittorico è collocato nella Sala di Lettura dell’Ateneo Veneto. Nel corso del tempo la Sala del Consiglio subì varie trasformazioni e spostamenti delle opere ivi collocate. Attualmente nella sala rimangono soltanto, nella loro collocazione originale, la tela del soffitto rappresentante San Girolamo e la Vergine Assunta, di Francesco Fontebasso; due figure di profeta di Jacopo Palma il Giovane e il ritratto di Gian Pietro Pellegrini di Alessandro Longhi. Nella primavera del 2012 si diede l’avvio a un profondo intervento di restauro e risanamento della Sala, sostenuto con un generoso atto di evergetismo dal socio Giovanni Alliata di Montereale, il quale in ricorrenza del 35° anno della morte del nonno Vittorio Cini decise, in sua memoria, di finanziare in proprio gli interventi. Nell’ambito di queste iniziative la Sala del Consiglio è stata completamente restaurata, deumidificata con un sistema innovativo di conservazione e completata negli arredi. Sabato 19 ottobre 2013 la Sala così rinnovata è stata ufficialmente intitolata a Vittorio Cini, socio dell’Ateneo Veneto dal 1936 al 1977.



SCUOLA GRANDE DI SAN ROCCO, VENEZIA
sabato 16 settembre - ore 20,30

Splendori della Scuola Veneziana - Concerto del Festival Galuppi

    Programma

    Antonio Vivaldi

    Concerto per due trombe e archi in Do maggiore RV537
    Allegro, Adagio, Allegro

    Concerto per flauto e archi in Re maggiore Il Cardellino RV428
    Allegro, Cantabile, Allegro


    Tommaso Albinoni

    Concerto per oboe e archi in re minore
    Allegro e non presto, Largo, Allegro


    Giuseppe Torelli

    Concerto per tromba e archi in Re Maggiore
    Allegro - Adagio, Presto, Adagio - Allegro


    Antonio Vivaldi

    Concerto per flauto, oboe e archi in Do maggiore RV535
    Allegro molto, Largo, Allegro


    Baldassarre Galuppi

    (1706 – 1785) Dixit Dominus in sol minore per coro e orchestra


    Direttore: Diana D'Alessio

    I Cantori Veneziani

    ORCHESTRA I Virtuosi Veneti